Lo spazio blog di tuscus


March 13, 2009

A scuola l’Informatica non è una priorità

Filed under: Uncategorized, didattica, costume e cultura, informatica e scuola — Administrator @ 6:50 pm

Sparisce la “I” di Informatica di morattiana memoria. I tagli del governo sulla scuola cancellano uno dei pilastri della riforma Moratti: quella delle tre “I” (Inglese, Impresa, Internet o Informatica). Dal prossimo anno scolastico, infatti, gli insegnanti della scuola elementare (ora primaria) e della media (secondaria di primo grado) dovranno fare i salti mortali per aprire il mondo delle conoscenze informatiche ai propri alunni.

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March 2, 2009

Arrivano i nodi al pettine…

Filed under: Uncategorized, didattica, costume e cultura — Administrator @ 4:39 pm

Per le medie ci sono più insufficienze in matematica. I ragazzi con almeno un 5 sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%).

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February 28, 2009

Facebook fa regredire il cervello all’infanzia

Filed under: Uncategorized, costume e cultura, informatica e scuola — Administrator @ 2:51 pm

Doctor Susan Greenfield
L’ipotesi è di Lady Susan Greenfield, neurologa e docente di Oxford, che ne ha parlato nientemeno che durante una seduta della Camera dei Lord. Noi docenti di lungo corso, più modestamente, da tempo rileviamo che non è solo Facebook …
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November 18, 2008

Sondaggio inquietante

Filed under: Uncategorized, didattica, costume e cultura — Administrator @ 6:49 pm

L’agricoltore è un nonno indaffarato, amichevole e altruista, le arance, le olive e le banane crescono nel Regno Unito, le pesche in Finlandia, l’orto è nel supermercato.

Questo articolo che è bene conoscano tutti coloro che, direttamente o indirettamente,
hanno tra le mani i fanciulli in crescita, pone anche altre domande.
In particolare tra gli insegnanti della scuola media ci chiediamo quale futuro si aprirà
per la “scuola” con i cambiamenti che la reggenza Gelmini ha in mente.
Se andrà male anche i nostri ragazzi crederanno al pollo a quattro cosce e molto velocemente.

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October 4, 2007

Ritornano gli esami di riparazione

Filed under: Uncategorized, didattica — Administrator @ 2:38 pm

Oggi 4 Ottobre su Yahoo c’era un blog che diceva.
“La reintroduzione degli esami di riparazione porta alla ribalta il tema della preparazione scolastica. Secondo te, la scuola italiana fornisce una preparazione adeguata? ”

Riporto alcuni interventi che ritengo interessanti.
Zibiba
Dalle esperienze che ho avuto dando lezioni private mi sono accorta che i problemi degli studenti derivano principalmente dalla scarsa preparazione che hanno avuto alle elementari.
Credo che alle elementari si dovrebbe tornare all’unica maestra, che faceva da mamma e oltre ad insegnare materie scolastiche riusciva a dare la disciplina e il rispetto delgi altri. Poteva calibrare al meglio il tempo per ogni materia in base alle esigenze.
La mia maestra ci ha fatto fare quasi esclusivamente grammatica, italiano e matematica e mi sono trovata benissimo ad affrontare poi tutte le altre materie piu’ avanti.
Miglioriamo le basi e la rpeparazione sara’ migliore a tutti i livelli!

Iostosopralenuvole
Mah.i programmi ci sarebbero…il problema è che talvolta non si hanno le basi grammaticali, ortografiche, di calcolo…di tutto………Quindi una buona riforma dovrebbe iniziare dalle elementari, dal controllo delle maestre, che a volte fanno di tutto ma non insistono adeguatamente sul leggere, scrivere e contare. Severità occorre, autorevolezza, e correggere gli errori, pretendere che si studi………….
Così nelle medie.

Dall’altro ” fronte” assistiamo anche all’inadeguata preparazione di certi professori, che sembra non abbiano “le palle” per tenere la disciplina in classe…quindi come si fa ad insegnare…….Anche la preparazione di tali prof……Ricordo di un problema datoci al liceo…..nessuno riuscito a risolverlo, e tantomeno la prof.Mah!

Anche i genitori ci potrebbero mettere del loro, senza giustificare troppo le tenere creature.e dando sempre la colpa di tutto alla scuola………..

Da una parte sono contenta di questi esami di riparazione, perchè troppa gente va avanti con debiti………e quindi come fa poi a seguire il programma ?

cochi

La scuola Italiana potrebbe fornire una preparazione adeguata se solo si tornasse ad una maggiore serietà nell’affrontare gli studi. Gli allievi devono essere sollecitati ad un maggiore impegno e gli esami di riparazione a settembre sono, a mio avviso, un buon inizio. E’ da tanto ormai chei ragazzi peccano di presunzione a scuola. La promozione per loro è sempre certa nonostante i numerosi debiti, mai recuperati a pieno. Come si può, tra l’altro, colmare le lacune di metà anno scolastico in 10 o 15 ore di corso di recupero senza che in aula ci sia un insegnamento individualizzato? Una decisione, questa del Ministro, degna di encomio. Era ora!

bluvitt2001

salve..sono un ragazzo che ha preso la maturità scientifica quasi tre anni fa..credo che negli ultimi anni la scuola italiana abbia perso tutti quei valori fondamentali per i quali è giusto che gli adolescenti vadano a scuola..questi pseudo-esami di riparazione sono l’ unica soluzione per non avere dei ragazzi diplomati che non sappiano neanche gli argomenti base della cultura generale, dalla matematica all’italiano..le università sono fin troppo piene di gente ignorante che va avanti solo con le raccomandazioni. Altra cosa secondo me giusta da fare è quella di controllare molto di più gli istituti privati che molto spesso sono la rovina dei giovani.

Franco

Penso che sia importante ascoltare cosa i ragazzi hanno da dirci, e questo non si può fare se continuiamo a dare ai nostri studenti delle schede fotocopiate e/o dei quiz, che abolirei perchè sono un affronto all’intelligenza umana.

Mi sembra che i ragazzi di oggi abbiano difficoltà ad esprimersi liberamente un pò perchè si stanno disabituando a farlo, un pò perchè, tra loro, usano un lessico molto povero di vocaboli. E un pò perchè la scuola non lo chiede più da anni,

Perciò penso sia importante farli scrivere, farli esprimere nel modo per loro migliore ponendo dei paletti da non superare (ad esempio impedendo la volgarità). Ho visto dei grossi ed infausti cambiamenti nella scuola degli ultimi anni (sono padre di un ragazzo di 25 anni e di una ragazza di 12), e mi chiedo se davvero il nostro Paese ci tenga alla cultura, come dichiara, e che cosa faccia per dimostrarlo.

In sintesi, per rispondere al quesito iniziale: eliminerei i quiz e le schede, proporrei molti temi, darei il giusto peso all’utilizzo del computer e di Internet (che sono ormai considerati non più un mezzo ma un fine e questo non va bene), dedicherei del tempo alla riscoperta delle nostre radici linguistiche e, più in generale, storiche, non in senso folcloristico ma come mezzo per riscoprire un’identità. I ragazzi si prepareranno meglio se e solo se noi (scuola più famiglia) faremo loro amare la cultura, e questa è la vera sfida che ci attende se vogliamo migliorare la loro preparazione.

Maria Rosa M

Il tema sul miglioramento della preparazione scolastica degli studenti italiani è molto vasto. La cosa certa è che nell’istruzione italiana alcune cose sono migliorate e altre no. La scuola primaria a mio avviso ha mantenuto un livello di preparazione sempre crescente negli anni con insegnanti motivati e genitori che, nella maggior parte dei casi cercano di seguire i figli mantenendo un giudizio imparziale sul comportamento dei bambini. Le cose cambiano soprattutto nella scuola secondaria di primo grado e in minor parte nella scuola secondaria superiore, dove gli insegnanti un po’ per incapacità e alcuni per demotivazione, non insegnato più con passione e senso di responsabilità ma solo per lo stipendio sempre più esiguo; i ragazzi hanno perso il senso della misura negli atteggiamenti verso gli adulti e spesso sono gli stessi genitori a permettere che ciò avvenga non insegnando loro il significato profondo di rispetto, sacrificio e di crescita umana. La scuola dovrebbe essere maestra di vita ma purtroppo troppo spesso è solo specchio di questa società senza equilibrio.
Comunque una delle possibili soluzioni perchè le cose cambino sarebbe poter contare su risorse economiche importanti investite nella scuola in quanto luogo di formazione per gli uomini e le donne del domani.
Rosi

August 23, 2007

Corre, il treno corre…

Filed under: informatica e scuola — Administrator @ 7:59 am

Premesso, come sappiamo, che “l’Informatica possibile” è quella che realmente si riesce a fare. Molto spesso si ha paura ad incamminarsi verso lo studio dei fondamenti di questa nuova tecnologia complessa perché essi si evolvono e complicano sempre di più. Il primo timore esperenziale è quello che si dice “effetto treno in corsa“. Più che corre più ci si fa male a saltarci sopra. Da questo si spiega la ritrosia generazionale degli insegnanti. Per i nuovi arrivandi il discorso è diverso perché il treno lo hanno preso prima quando andava più piano e, soprattutto, quando avevano gambe più giovani per correre. Non tutto però è perduto anche perchè stanno avvenendo delle rivoluzioni silenziose che cambieranno il modo di rapportarsi, per primo, in ambiente SOHO (small office home office). Da tempo ormai Linux si è trasformato con interfacce sempre più friendly (UBUNTU) ed Apple, adesso che è migrato su processori Intel, col programma Parallel Desktop permette non solo di lavorare su Windows XP/Vista ma addirittura con i due sistemi in parallelo Mac OSX e Windows. In pratica se ti compri un nuovo computer Apple ti ritrovi con due.
Chi volesse fare una prima esperienza dell’ambiente Mac OSX scarichi il browser Safari per Windows. da qui


Meglio ancora è procurarsi la rivista mensile Applicando del Settembre 2007 dove c’è un articolo che spiega perché Apple sta facendo e farà sempre più breccia nella scuola.

Premesso questo sbrodolante pistolotto introduttivo, voglio segnalare una “chicca” per tutti i neofiti e non.
Questo Dizionario di Internet e delle reti (Mondadori Informatica)non dovrebbe mancare nella nostra libreria nè in quella di un laboratorio d’Informatica. Io l’ho trovato da Feltrinelli a €10,70. Soldi spesi bene.

Un’ altra utile segnalazione è il manuale di base HTML 4.01 di Gabriele Gigliotti. Adesso è un po’ datato per i webdesigner di punta, ma, per imparare utili basi va ancora benissimo. I miei alunni lo usano nelle classi 2° e 3°.


Il libro di Gabriele Gigliotti è consigliato a tutti coloro che iniziano a confrontarsi con l’ HTML.
E’ un manuale molto utile nella integrazione della didattica quotidiana.
Come si è visto il Web, cioè Internet, pur rinnovandosi continuamente, conserva alla sua base questa “grammatica originaria” che è l’ HTML.
L’ HTML prepara gli allievi al rigore della sintassi gratificandoli quando verificano subito nel browser i risultati delle loro realizzazioni. Sta entrando sempre più anche nella didattica delle scuole medie.

July 1, 2007

Quando la colpa è anche dei docenti

Filed under: Uncategorized, didattica — Administrator @ 10:49 am

Premessa
Dopo la denuncia dei docenti del Liceo classico G. Galilei di Pisa sarebbe utile una riflessione anche sulle nostre responsabilità di docenti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.

dal sommario de Il tirreno del 29 Giugno 2007

Gli osservatori ci dicono che è difficile stimolare i ragazzi di oggi allo studio. Essi vedono dai mezzi di informazione di massa che il successo arride agli stolti, alle ragazze intraprendenti, intraprendenti non certo nel merito professionale. Questo è molto vero e lo sappiamo, ma, anche noi insegnanti abbiamo la nostra buona dose di responsabilità.
Quante volte gonfiamo i giudizi degli allievi. E’ impossibile che in una classe di ventiquattro alunni si contino quattro o cinque ottimo. Ottimo vuol dire il meglio possibile, una condizione estremamente rara e preoccupante con una simile frequenza. Gonfiare i giudizi porta numerosi problemi agli allievi nel loro proseguimento degli studi.
Un giorno incontrai un allievo che avevo avuto in prima media che mi disse:”Io mi sono licenziato con distinto, ma, secondo me è meglio distinto che ottimo, tanto l’ottimo spesso è regalato”. Meno male che i ragazzi ogni tanto hanno più buon senso di noi. Qualche altro, un po’ maligno, potrebbe dire come viene suggerito dallo stesso sommario de Il tirreno: “I professori bevano un po’ meno”.

April 14, 2007

Filed under: Uncategorized, didattica — Administrator @ 2:57 pm
» 2007-04-14 15:43
Diplomati: 47% pentito scelta corso
Soddisfatti da insegnanti, ma avrebbero fatto scelta diversa

(ANSA) - ROMA, 14 APR - I diplomati italiani sono
soddisfatti degli insegnanti che hanno avuto, ma il 47%
cambierebbe la scelta dell’istituto fatta a 14 anni. E’
quanto emerge da un’indagine sul ‘Profilo dei diplomati
2006′ realizzata da AlmaDiploma prendendo in considerazione
6.276 ‘maturi’ di 51 istituti scolastici italiani. Ben 81
diplomati su 100 sono soddisfatti della propria esperienza
scolastica e soprattutto dei propri insegnanti, il 47%,
tuttavia, se potesse tornare indietro farebbe una scelta
diversa.

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February 16, 2006

Imparare…

Filed under: Uncategorized, didattica — Administrator @ 6:51 pm

I ragazzi ora imparano dai comici: torniamo ai maestri

di Francesco Alberoni

Negli Stati Uniti, per essere ammessi nelle università più importanti, bisogna superare prove severe. E per avere le borse di studio, che consentono di fare studi tanto costosi, esami estremamente selettivi. Negli ultimi anni quasi tutti i posti vengono vinti dai cinesi. Forse perché i cinesi sono più intelligenti degli altri popoli? No, la risposta è più semplice. Perché i cinesi hanno ormai anche in patria buone università, ma soprattutto perché studiano moltissimo, parlano un ottimo inglese, si preparano in modo eccellente e vincono su altri molto meno motivati e preparati.
I cinesi sono abituati a lavorare da migliaia di anni e hanno interiorizzato profondamente il senso del dovere verso la comunità. Questo ha impedito lo sviluppo dell’individuo come in Occidente e quindi anche una creatività elevata come quella occidentale. Ma da noi, negli ultimi tempi, si sono diffusi un individualismo disordinato, il lassismo, la perdita dell’autodisciplina, della capacità di sacrificio e della capacità di affrontare ostacoli e frustrazioni. Ed ha prevalso una pedagogia permissiva secondo la quale la creatività del ragazzo cresce tanto più quanto meno viene guidato, quanto più fa ciò che gli piace.
Ma poiché i ragazzi sono esseri sociali, se i genitori o gli insegnanti smettono di indicare valori e regole di condotta, subentrano immediatamente altre forze che ne prendono il posto. Prima di tutto il gruppo dei compagni che indica loro cosa pensare, come agire e quali modelli e quali guide seguire. E le guide, nella nostra epoca, non sono i filosofi e gli studiosi, ma i cantanti rock, mentre i modelli sono i divi dello spettacolo, gli attori, i presentatori, i comici. Quindi non è vero che i giovani non hanno più maestri. Hanno solo maestri diversi che insegnano loro altre cose. I cinesi invece hanno conservato una pedagogia autoritaria in cui gli ordini non possono essere discussi e tutti, a partire dall’infanzia, devono lavorare e studiare duramente rinunciando al gioco, alle vacanze, allo svago.
Una pedagogia incompatibile con le nostre tradizioni di libertà, ma che ci costringe a riflettere criticamente sul nostro sistema educativo, visto che dobbiamo affrontare la loro concorrenza, e che essi ci stanno superando nelle alte tecnologie e stanno conquistando posizioni eminenti nelle migliori università del mondo. Un compito spiacevole, ma che dobbiamo svolgere se vogliamo sopravvivere e non farci asservire.
13 febbraio 2006